sette le modalità di riscossione: come per un assegno circolare, la copertura dell’Assegno Elettronico è garantita dalla banca che lo emette.

Chi vuole sostituire l’assegno
IL DIGITALE VA ALL’ATTACCO DEI 186 MILIONI DI ASSEGNI CARTACEI EMESSI OGNI ANNO IN ITALIA. OBIETTIVO: SOSTITUIRLI CON STRUMENTI CHE NASCONO DIGITALI E CHE RIDUCONO LE PROCEDURE DI GESTIONE E
CONSERVAZIONE A CARICO DELLE BANCHE. MIGLIORANDO L’ESPERIENZA UTENTE DEL BENEFICIARIO.

Dematerializzare non basta. La nuovaparola d’ordine per gli assegni è“sostituire”. L’innovazione tecnologicapunta a replicare le caratteristiche dell’assegno, o almeno una loro parte, in nuovi strumenti nativamente digitali. Una totale sostituzione della carta anche all’emissione, quindi, e non una “copia per immagine dell’assegno su supporto informatico”, con tutti gli obblighi di certificazione del processo di digitalizzazione.
In palio, c’è un mercato che ha visto, nel 2016, l’emissione di 186 milioni di assegni cartacei solo in Italia.
Plick: tra P2P e bonifico In ordine di tempo, l’ultima realtà a essersi posta l’obiettivo di sfidare l’assegno è Plick. È un servizio proposto da una startup italiana (PayDo) guidata da Donato Vadruccio, manager di una banca italiana di primo piano, e dall’Amministratore Unico Massimo Grizzi. Plick è un mix tra un bonifico e il P2P: permette di inviare pagamenti, senza limiti
di importo, anche se non si conosce l’IBAN del beneficiario. È sufficiente indicare il numero di cellulare o l’email del beneficiario. Quest’ultimo riceverà un link e potrà incassare la
somma inserendo il proprio codice IBAN: potenzialmente, può ricevere un Plick chiunque abbia un conto corrente in area SEPA, anche se la propria banca non ha aderito al servizio.
A differenza di quanto accade con gli assegni tradizionali, la data di incasso di Plick può anche essere posticipata, mandando comunque al destinatario una conferma irrevocabile
del pagamento.
Em@ney: 1 milione di Assegni Elettronici Ha invece mantenuto il format dell’assegno, ma in versione digitale, la soluzione di Em@ney, IMEL con sede a Malta ma guidata dall’italiano Germano Arnò. L’Assegno
Elettronico di Em@ney richiede a chi lo emette (da web o mobile) di indicare nome del beneficiario, luogo, data e importo, esattamente come il cartaceo tradizionale. L’invio avviene per via telematica: tipicamente via posta elettronica, ma non solo. E la riscossione può avvenire sia in contanti, nei punti convenzionati, sia depositando sul conto corrente bancario tramite home
banking. Per i clienti Em@ney, si aggiunge l’home banking della IMEL. In totale, sono sette le modalità di riscossione: come per un assegno circolare, la copertura dell’Assegno Elettronico è garantita dalla banca che lo emette. La soluzione di Em@ney, che in Italia ha già emesso oltre 1 milione di assegni da inizio 2017, è nata per rispondere alle esigenze di pagamento dei premi nel mondo del gambling online e rispetta diconseguenza le norme UE su KYC e antiriciclaggio.

Fintech: arriva Plick, l’assegno elettronico

Anche gli assegni vengono rivoluzionati dalla “fintech”.

Fintech è una branca dell’economia in forte espansione la cui etimologia deriva dall’unione di due parole: “fin” come finanza e “tech” come tecnologia. Il Fintech o tecnologia finanziaria riguarda la digitalizzazione del sistema bancario e finanziario che usa la tecnologia per rendere il sistema stesso più efficiente.

Una startup ha sviluppato un modo nuovo di effettuare pagamenti in mobilità, digitalizzando la componente cartacea e centrando l’offerta sul conto corrente. Verrà presentato a Milano il 10 ottobre ma secondo le anticipazioni “sta già ottenendo l’adesione di molte banche”.

Questo, anche se in via teorica, era possibile già dal 2015, con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del regolamento sulla presentazione al pagamento in forma elettronica degli assegni bancari e circolari.

Il primo esempio concreto, è stato presentato lo scorso luglio a Londra dall’Istituto di Moneta elettronica “Em@ney”, guidato dall’italiano Germano Arnò con sede a Malta e operativo in tutta l’area Eea (European economic area).

Chi lo emette, ha un conto presso la società finanziaria e, anziché il tradizionale assegno di carta, compila un modulo sulla sua pagina utente. Inserisce i dati del beneficiario e l’importo. Da quel momento l’assegno esiste e puo’ essere comunicato con una semplice e-mail al beneficiario. Chi lo riceve può incassarlo in contanti nei punti Em@ney sul territorio, oppure versarlo su un proprio conto bancario, dal proprio pc.

Il nostro Paese è un’enorme opportunità inespressa per i pagamenti elettronici

Un momento di confronto fra operatori e istituzioni: è stato questo l’evento “Digitalizzazione, crescita e nuove opportunità per il Sistema Paese”, che è stato organizzato dall’Apsp e si è tenuto oggi presso l’Aula del Palazzo dei Gruppi Parlamentari di Montecitorio.

All’incontro hanno partecipato importanti aziende e personalità politiche. Al centro del dibattito tre tematiche di grande attualità: Il contributo che ciascun operatore può apportare alla digitalizzazione del Paese tramite i propri servizi/prodotti; Le opportunità e le criticità della digitalizzazione nel Sistema Italia anche dal punto di vista normativo/regolamentare; Idee e soluzioni necessarie per un progresso nella digitalizzazione in Italia e i benefici di una maggiore adozione delle soluzioni proposte.

Nel corso della giornata sono state inoltre presentate due importanti ricerche. La prima, commissionata da Experian a Forrester Consulting sul tema della digitalizzazione e dei cambiamenti necessari per mantenere un alto livello di competitività, evidenzia che nonostante i big data siano una realtà di crescente importanza in un’ottica di competitività, solo il 19% delle organizzazioni sfrutta tutti i dati disponibili per consolidare le interazioni con i propri clienti, migliorando così la anche la sicurezza del servizio offerto. Appare chiara anche la preoccupazione dal lato compliance: l’81% delle organizzazioni afferma infatti di non essere sicura delle proprie capacità di conformarsi alle crescenti esigenze normative.

La seconda ricerca presentata da Airplus ha analizzato invece le tendenze in tema di sistemi di pagamento per i viaggi d’affari. Dallo studio si evidenziano nuove opportunità e sviluppi nel settore del business travel tra cui l’impennata dei pagamenti virtuali: + 10% rispetto al 2016 a livello globale, +14% in Europa e + 28% in Italia. Le principali ragioni del successo sono date dal maggior controllo, dalla sicurezza e dalla facilità d’utilizzo. Aumenta la fiducia, soprattutto tra i viaggiatori, verso i nuovi provider di sistemi di pagamento digitali come Google e Apple. Cresce, inoltre, l’adozione dei pagamenti da mobile nelle economie emergenti, utilizzati soprattutto a scopo personale: in questo ambito il mondo corporate resta oggi ancora in forte ritardo rispetto a quello consumer.

Il presidente dell’Apsp, Maurizio Pimpinella, ha coordinato i lavori della giornata: “Negli ultimi 10 anni abbiamo assistito a uno stravolgimento senza precedenti del mondo come lo conoscevamo. Tra i fattori più evidenti che contraddistinguono questo cambiamento ci sono l’innovazione tecnologica e la globalizzazione ma non c’è innovazione che non passi per i digital payment: non vi è infatti Amazon, Air BnB, Foodora, non c’è p2p lending e blockchain senza un sano ecosistema di procedure di incasso e pagamento di ultima generazione. L’Italia sconta ancora un 87% di transazioni su base contante mentre quelle con carta non superano le 43 per abitante all’anno, secondo l’ultimo rapporto di Banca d’Italia 2017. Dobbiamo quindi fare un grande lavoro tutti insieme perché il cambiamento si gioca sul fronte culturale: bisogna integrare i percorsi di studio dei giovani con programmi appositi in materia di digitalizzazione e tecnologie. Il nostro Paese è un’enorme opportunità inespressa per i pagamenti elettronici, è solo questione di tempo”.

All’evento hanno preso diversi importanti nomi istituzionali, fra i quali l’On. Pino Pisicchio – Capogruppo del Gruppo Parlamentare Misto – Camera dei Deputati, l’On. Luigi Casero – Vice Ministro Ministero Economia e Finanze, l’On. Antonio Palmieri – membro Intergruppo parlamentare per l’innovazione tecnologica – Camera dei Deputati, l’On. Elvira Savino – membro della Commissione d’inchiesta sul fenomeno delle mafie – Camera dei Deputati, l’On. Alessio
Villarosa – componente VI Commissione Finanze – Camera dei Deputati ed l’On. Nunzia De Girolamo – Componente Commissione permanente VII Cultura – Camera dei Deputati. I partecipanti si sono confrontati sul ruolo della politica e delle Istituzioni a favore dello sviluppo del digitale e del sostegno alle imprese e sull’importanza della normativa a supporto dei pagamenti elettronici assieme ad Augusto Santori – Dipartimento del Tesoro – Direzione V –
Ministero Economia e Finanze, Domenico Siclari – Responsabile per gli Affari legislativi e parlamentari in materia creditizia e finanziaria – Ministero Economia e Finanze, Giovanni Calabrò – Direttore Generale Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, Gen. Gioacchino Angeloni – Ufficiale di collegamento della Guardia di Finanza con il Dipartimento del Tesoro del Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Erano inoltre presenti realtà bancarie quali Abi, Cbi, CheBanca! Iccrea Banca Ventis, Poste Italiane, operatori tecnologici tra cui Pi4Pay, TAS Group, Ingenico, Verifone, Reply, Hitachi, Ntt Data, Crif, Argentea, Lutech, Pwc, Gft, Pax Italia, Prestatori di Servizi di Pagamento come Gruppo Lottomatica, Sofort, Factorcoop, Euronet, InfoCamere, Sisal Group, Over The Top come Samsung, Alipay, ed altri nomi di primo piano, quali Unimpresa, Telepass Pay, A- tono, Orwell, Edenred Italia, Epipoli, Mercurio Service, Em@ney, Mail Express Group, Meta, Mob4Money.

Em@ney, “Regole rigide ma tecnologia al passo coi tempi”

La IV Direttiva Europea per l’Antiriciclaggio parla chiaro, se il cliente di un operatore del settore finanziario si trovasse coinvolto in mafia, terrorismo o attività simili verrebbe pesantemente sanzionato anche l’operatore stesso, colpevole di non averne verificato il profilo di rischio. Molti ancora non sono a conoscenza dell’obbligo di verifica, ma Em@ney, un Istituto di Moneta Elettronica europeo, ha già lanciato in tutta Europa un servizio di Compliance check system, cioè la possibilità di verificare istantaneamente online le informazioni richieste dalla IV direttiva. Il ceo di Em@ney, Germano Arnò, ha spiegato che “diversamente da altre piattaforme questa mantiene uno storico delle interrogazioni effettuate, necessario qualora vi fosse da fornire una prova alle autorità. Inoltre l’insieme delle informazioni verificabili non vi sono solo quelle relative ad affari illeciti ma anche ad attività lecite che richiedono particolari cautele, come l’appartenenza attuale o passata del cliente al mondo politico”. Altra importante novità pratica del Compliance check system, è la sua capacità di far entrare in contatto il database con i sistemi informativi aziendali, lasciando immodificati i software delle aziende e dunque senza necessità di alcun aggiornamento degli utenti. “Se la nostra sede fosse stata in Italia – ha dichiarato ancora Arnò durante il convegno “Digitalizzazione, crescita e nuove opportunità per il sistema Paese” che si è svolto questa mattina alla Camera – l’assegno elettronico che abbiamo lanciato un anno fa sarebbe un progetto ancora da realizzare; come è toccato a un nostro competitor che ha annunciato qualcosa di simile ma non potrà metterlo sul mercato prima del prossimo anno e potrà essere scambiato solo con banche con le quali ha realizzato un accordo. Mentre i nostri clienti hanno già emesso più di un milione di assegni elettronici che si possono incassare in tutta l’area Sepa, anche in Italia. Questo è il vantaggio di operare in un Paese dove tecnologia e burocrazia sono al passo con i tempi”. La sua Em@ney, Istituto di moneta elettronica (http://emoney.com.mt), opera dal 2011 con sede a Malta e passport (autorizzazione delle istituzioni bancarie nazionali) in tutti i Paesi dell’area Sepa. “A me piacerebbe, da italiano, che la mia azienda avesse sede anche in Italia” ha aggiunto “e spero che questo processo di digitalizzazione del quale, a dire il vero, la politica finalmente si sta occupando, si realizzi in tempi brevi. Ma certo non si può pensare che si concluda in sei mesi!”. lp/AGIMEG

IL NUOVO PORTALE DI EM@NEY

Una verifica del cliente in tempo reale e a portata di click. Em@ney lancia Compliance check system, portale dedicato al Finance per controllare il profilo di rischio di ogni cliente o partner ed essere compliant con la direttiva europea sull’antiriciclaggio.

Il nuovo portale di Em@ney

Tramite la piattaforma di Em@ney, disponibile in tutta Europa in più lingue, gli operatori del Finance possono eseguire controlli su tutti i soggetti con i quali hanno rapporti commerciali. Il servizio si basa infatti su banche dati internazionali che raccolgono informazioni finanziarie di ogni genere su clienti e aziende. In questo modo in pochi click è possibile ad esempio conoscere la storia finanziaria di un individuo, individuare situazioni a rischio o soggetti a rischio di insolvenza.

I controlli: dalle attività a rischio alla politica attiva

Chi offre servizi finanziari di qualunque tipo, come banche e servizi di pagamento, va incontro a sanzioni se un cliente risulta coinvolto in mafia, terrorismo o altre attività di questo genere. Il Finance ha infatti l’obbligo, in base alla IV direttiva europea sull’antiriciclaggio, di eseguire controlli sui propri clienti e partner commerciali.

«La verifica sui clienti non riguarda solo gli aspetti legati alle attività malavitose, come mafia o terrorismo – spiega Germano Arnò, CEO di Em@ney – ma anche attività perfettamente legittime e perfino di prestigio, come la politica attiva: chi ricopre incarichi legati alla cosa pubblica deve essere, secondo queste norme, trattato con maggiore cautela perché un ruolo così delicato necessita di trasparenza. Il nostro servizio segnala i nominativi classificati come “PEP”, ovvero politicamente esposti, e anche gli “ExPEP”, chi non è più in politica attiva ma lo è stato in passato».

L’integrazione nei sistemi IT aziendali

Il portale può inoltre essere integrato nei sistemi informativi dell’azienda. Non è quindi necessario un percorso di formazione ad hoc: i dipendenti possono utilizzare le nuove funzioni tramite i software che già utilizzano quotidianamente.